#Strike15

15 anni di occupazione e autogestione

15 ANNI DI STRIKELo storico centro sociale romano festeggia 15 anni di autonomia, antifascismo e antirazzismo. Questo è il testo letto ieri dal palco, che ripercorre la storia e le trasformazioni dello "Spazio Pubblico Autogestito", raccontando ciò che continua a battere e ricordando quello che non c'è più, ma soprattutto facendo largo a tutto ciò che deve ancora arrivare.Auguri Strike spa Roma!http://bit.ly/2gZLNCJ

Posted by DINAMOpress on Sunday, October 22, 2017

 

La notte tra il 17 e 18 Ottobre 2002 un corteo di 5000 persone tra studenti/esse, precari/e e migranti attraversa le strade di Roma. Da San Lorenzo a Porta maggiore e poi dritti lungo la Prenestina. Scendono Via di Portonaccio. “Roma City Strikers”, è il giorno dello sciopero generalizzato e migliaia di persone si riprendono le strade della città, si riprendono la notte.
Entrano in via Umberto Partini, una stradina stretta, davanti alla rimessa Atac. Quasi alla fine della via, sulla sinistra c’è uno spazio privato abbandonato da anni. Decidono di occuparlo, un’occupazione dimostrativa di tre giorni dicevano. Già dal giorno dopo, però, si presentano in centinaia a portare una solidarietà quasi inaspettata. Gli/Le occupanti si guardano, parlano, discutono e alla fine decidono di continuare e di rimanere.

La notte del 18 Ottobre nasce lo Strike, Spazio Pubblico Autogestito. L’obiettivo è quello di trasformare uno spazio privato, abbandonato, in uno spazio pubblico: una proprietà privata in una proprietà comune, non comunale, ma autogestita. Decidono di chiamarlo, “Strike”, sciopero.

Da subito lo Strike diventa una laboratorio: una fucina di idee e progetti aperti a tutti e tutte. Dalle rassegne teatrali di Triangolo scaleno, alla costruzione del primo Skate Park. Nasce la Bio trattoria, un Internet Point e l’agenzia Radio Amisnet. C’è Sninfo lo sportello di autodifesa legale che promuove un uso consapevole delle sostanze. E poi concerti, Dj set, Live set e tanto altro, che elencare tutto sarebbe lunghissimo.

Sono passati 15 anni. Tante cose sono cambiate all’interno dello Strike. Alcuni progetti che c’erano all’inizio, oggi non ci sono più o hanno cambiato la loro modalità di agire e comunicare. Gli occupanti e le occupanti che oggi fanno vivere questo spazio quotidianamente spendendo il loro tempo e le loro energie con voglia e determinazione, sono in parte divers* da quelli che entrarono qui dentro per la prima volta.

In quindici anni tanto è stato fatto, tanti i percorsi cittadini seguiti, tante le rivendicazioni, tante tantissime le persone che lo hanno attraversato anche solo per qualche ora.

Lo Strike di oggi è sicuramente uno spazio differente da quello di 15 anni fa, ma non meno importante, né meno significativo. Crediamo fermamente, che oggi, in questa città uno spazio liberato, pubblico, autogestito sia quanto mai necessario. Sappiamo che insieme a noi, in tutta la città ci sono spazi altrettanto importanti e altrettanto significativi. Crediamo nell’importanza di ognuno di essi e sentiamo come nostra la rabbia per ogni sgombero e per ogni attacco ad ognuna di queste realtà che da anni o anche solo da qualche mese contribuiscono, ognuno con le proprie modalità, a rendere reale e tangibile l’idea che una città differente sia possibile. Una città aperta sul mondo che rifiuti fascismi e frontiere, dove l’autogestione sia una pratica diffusa. Una città dove tutti e tutte possano avere una casa, dove sia garantito un reddito minimo affinché ogni persona sia libera di seguire i propri desideri e le proprie ambizioni. Una città che si batta contro la violenza sulle donne, violenza strutturale che invade e si infiltra in ogni ambito della vita di donne, lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersex.

Ecco perché ci teniamo a ribadire che il compleanno dello Strike è il compleanno di tutti e tutte.

Soprattutto questo è anche il compleanno di chi non c’è più e che in questo spazio è stato un fratello prezioso e insostituibile. E’ il compleanno di pezzi che abbiamo perso, pezzi importanti come Casetta. Un’occupazione abitativa che era proprio qui accanto, dove vivevano studenti/esse, precari/e e migranti. Casetta è stata sgomberata a luglio e decine di persone sono rimaste senza un tetto, a causa di interessi privatistici che, da orami diversi anni, provano a speculare su questo quadrante, ma noi non ci spaventiamo e resisteremo sempre un minuto più di loro, con il supporto di tutte e tutti.

15 anni per alcuni non sono tanti, per altri sono molti. Per noi ad oggi sono la storia vissuta e vivente di questo spazio e non possiamo che andarne orgogliose ed orgogliosi.

Lunga vita ai ribelli e alle ribelli!!

da DINAMOPRESS  – Strike, in fondo a via Partini c’è un mondo

da OLTREMEDIA : Intervista agli attivisti

 

#PROGETTO STRIKE